A Ted, il salone delle nuove tecnologie organizzato in seno ad Abcd, Smart Technologies e l’Ufficio scolastico provinciale di Varese hanno presentato uno tra i più estesi progetti di apprendimento a distanza mai realizzato in Italia.
Nato come una sperimentazione per i piccoli comuni montani della Provincia di Varese, il progetto di teleinsegnamento si è ora esteso all’intera Lombardia, spiega Rossella Di Maggio, referente dell’iniziativa per l’Usp di Varese. “Il progetto nasce nel 2003 grazie ad un finanziamento (circa 200mila euro) del Fondo Sociale Europeo per la creazione di un network fra le scuole di montagna. L’Usp di Varese è stato capofila di un’associazione fra i provveditorati di sette province lombarde, istituita con l’obiettivo di informatizzare le scuole di montagna, metterle in rete fra loro e con la comunità di riferimento. Dal 2003 al 2006 il progetto ha coinvolto due istituti comprensivi per provincia”.
Il successo è stato tale che a partire dal 2006, grazie a un finanziamento della regione Lombardia (circa 125mila euro), il modello è stato esteso ai piccoli Comuni, continua la referente. “Nel nuovo progetto varato a sostegno dei piccoli comuni e del teleinsegnamento sono entrati nuovi partner. Oggi oltre cento alunni delle scuole elementari e medie di 7 province lombarde (VA, BG, BS, PV, SO, LC, CO) possono fare lezione con la propria classe anche senza recarsi a scuola, superando così ostacoli logistici e meteorologici”.
Quali tecnologie vengono utilizzate? “Nei luoghi della sperimentazione sono stati disseminati computer per dotare le scuole di laboratori multimediali ed è stata creata una rete wireless che li unisce in rete. Vengono utilizzate lavagne interattive multimediali per le lezioni, che possono essere tenute in videoconferenza. E’ stata fornita formazione tecnica e didattico-disciplinare e gli insegnanti hanno costruito attività didattiche multimediali. In alcuni comuni sono state create postazioni decentrate per gli studenti che si trovano temporaneamente impossibilitati a raggiungere la scuola, in modo che possano comunque assistere alle lezioni e usare il materiale multimediale”.
Il progetto non vuole sostituire le lezioni in presenza, ma integrarle, sottolinea la professoressa Di Maggio. “E per noi è importante anche la ricaduta sulla comunità locale. I laboratori multimediali in rete possono essere usati anche per altre finalità in orari extrascolastici, facendo diventare la scuola il luogo di riferimento della comunità”.
Ad oggi sono coinvolti direttamente 40 plessi didattici lombardi, un centinaio di bambini (il bacino è di 250 studenti), 50 insegnanti formati per mantenere la rete e usare i laboratori (che potranno a loro volta coinvolgere un bacino di cento colleghi), e vengono utilizzate più di 50 lavagne interattive Smart Board. L’obiettivo per il futuro è di perfezionare ulteriormente la dotazione tecnica dei plessi e, insieme, di formare gli insegnanti all’uso sempre migliore delle tecnologie e alla creazione di contenuti didattici specifici per l’insegnamento a distanza.
- Web: Progetto “Scuole dei piccoli comuni” http://www.scuoledeipiccolicomuni.it/